Il Nord Sardegna

Torres, la festa è per pochi intimi. Marras chiama gli imprenditori

  La serata d'Eccellenza se la ricorderanno in pochi. I sassaresi hanno preferito le spiagge e la manifestazione allo stadio per salutare la promozione e per parlare del futuro dei rossoblu è stato un incontro per pochi intimi.

Due ore di musica e cabaret che dovevano servire per raccogliere fondi per rimpinguare le casse della società. E visto che con l’incasso non si potrà costruire la squadra del prossimo anno ci ha pensato il presidente Leonardo Marras a lanciare dal palco l'ennesimo appello agli imprenditori locali. «La Torres è un patrimonio di tutti noi - ha detto il numero uno rossoblu - e da questa promozione bisogna ripartire. Otto imprenditori locali - annuncia Marras - hanno già manifestato interesse per un investimento importante, ma ne servono tanti altri». Quaranta imprenditori che mettano - diecimila euro a testa - aveva detto Leonardo Marras durante l'incontro pubblico di un mese fa - potrebbero garantire un futuro abbastanza solida alla squadra. La Torres ora è una società sana su cui più di un imprenditore potrebbe avere interesse ad investire. Ancora di più se, come tutti sperano, sarà concesso ai rossoblu il salto in avanti di una categoria. Il presidente Leonardo Marras ha annunciato infatti che presenterà una richiesta formale perchè la squadra il prossimo anno possa disputare il campionato nazionale dilettanti. In quel caso arriverebbero i finanziamenti della Regione e i soldi della Lega Dilettanti. Sarebbe un riconoscimento a una piazza importante e con un bacino d'utenza che quest'anno ha creato più di un imbarazzo in chi doveva gestire l'ordine pubblico. I tifosi non hanno infatti mai abbandonato la squadra e i loro spostamenti in massa non sono certo soliti per una categoria come la Promozione. Ieri lo zoccolo duro della curva ha cantato, davanti al palco allestito a bordo campo, insieme a Giovannnino Giordo. Poi ha riso per la comicità dei Tressardi e infine ha applaudito gli intramontabili Bertas. La Torres che tenta la risalita verso il calcio che conta deve puntare anche e soprattutto da loro. Perchè come hanno cantato per tutto l'anno da Nulvi a Olmedo «questa curva non retrocede». I tifosi sono di categoria superiore. Ora serve qualcuno che li faccia Sognare.

Applausi per Bebo Leonardi i giocatori snobbano la curva
Lui che di promozioni con la maglia della Torres se ne intende non poteva mancare. E’ stato Bebo Leonardi il più applaudito tra gli ospiti che sono saliti sul palco a fine gara. I tifosi lo hanno accolto come un eroe e lui ha regalato sorrisi a tutti. Con lui in panchina la Torres aveva vinto il campionato nel 1987 con Zola e Mario Piga e poi si era ripetuto tredici anni dopo. Nel 2000 la sua Torres, trascinata da Theo Karasavvidis, aveva vinto il campionato all'ultima giornata, andando a vincere a Mestre davanti a centinaia di sassaresi. Ieri i tifosi hanno invocato a gran voce il suo nome e poi cantato le canzoni i sassarese di Giovannino Giordo. Tra squadra e curva è rimasto invece un po' di gelo. Al novantesimo la squadra non è andata sotto la curva per salutare i ragazzi che hanno seguito la Torres in tutte le gare interne ed esterne.

A Luca Cuccuru la presidenza onoraria della Memoria Storica
Il direttivo ieri ha conferito ufficialmente la presidenza onoraria a Luca Cuccuru, al quale ha consegnato una targa e la tessera di socio. Luca Cuccuru, classe 1923, ha giocato nella Torres tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta e ha preso parte alla rifondazione della sezione calcistica della Sef, che da due anni aveva sospeso l‘attività.