30 marzo 2009

Il presidente gioca d'anticipo: "40 imprenditori per volare"

Cercansi quaranta imprenditori sassaresi, disposti a mettere un po’ di entusiasmo nel calcio e a credere che la Torres non sia semplicemente un portasfortuna. Costo diecimila euro all'anno. Stavolta il tempo c’è, la proposta pure, il contorno potrebbe improvvisamente sbocciare e la macchina di un club veramente del popolo rossoblù partire. 

Il rovescio della medaglia, ciò che potrebbe succedere se entro tre mesi non si muoverà nulla, è eventualità cui i torresini preferiscono non pensare. Hanno il pelo sullo stomaco e sono abituati a tutto, ma stavolta guardano al futuro e basta, perlomeno per onorare la promozione in Eccellenza ormai vicina. E così alle dieci del mattino domenicale si presentano in 150 a sentire cosa il presidente Leonardo Marras ha da dire. La proposta salvatorres, pian piano, viene fuori, il traghettatore rossoblù la regala alla platea del Ferroviario, con tempistica da anchorman navigato, dopo aver ascoltato i primi preoccupati interventi del pubblico: “So che quaranta imprenditori disposti a mettere diecimila euro a testa ci sono. Chi vuole si faccia avanti”. Le adesioni in sala, in pochi minuti, sono tre, anche lo sponsor D’Onofrio (Televideocom) che aveva appena annunciato che il suo ritorno in un anno è stato zero, e la sua azienda non rinnoverà il suo sostegno alla causa. Il gelo si scioglie, e Marras dà i numeri di una costosa cavalcata vincente: “Questo scherzo vale 360 mila euro. Ebbene, avevo detto che 280 li avrei trovati e gli altri sarebbero stati da reperire, e confermo che 160 sono stati già incassati e i 130 saranno corrisposti ai giocatori la prossima settimana. Tutto è andato come previsto e i problemi sono acqua passata, la parola sciopero lasciamola ad altri. Piuttosto, guardiamoci da chi spara da dietro i muretti a secco”. Qualcuno che rema contro la nuova Torres ci sarebbe, problema ulteriore per chi è alle prese con un territorio in panne. “Da Ferragosto a oggi - dice il sindaco Gianfranco Ganau – l’entusiasmo è cresciuto, e la mia riconoscenza al presidente per il lavoro che ha fatto è tanta, ma per andare avanti ci vuole altro”. Il presidente annuncia che chiederà alla Federazione il salto doppio in D, e accenna senza enfasi ai contatti con alcuni gruppi, sardi e della penisola, interessati a rilevare il tutto: “Ci sono, anche se le trattative dopo il caos del presunto sciopero hanno visto un rallentamento”. I tempi sono ridotti: “Un mese per ascoltare, 2 per preparare il futuro”. La platea non è inerte, tutt’altro. Un tifoso anziano si dice disposto a donare cento euro alla causa, dagli spalti nascono un’associazione memoria storica e una fondazione, che porterà il nome della SEF del 1903 e senza scopi di lucro affiancherà il club, vigilando sulla sua corretta crescita e promuovendo azioni nel sociale. Perchè il modello dell’Athletic Bilbao, vagheggiato da un appassionato, non è irraggiungibile. 

Renzo Sanna - Il Nord Sardegna