20 agosto 2009

1947, Torres-Juve nel segno di Boniperti

La Vecchia Signora all'Acquedotto - prima puntata

 

di Andrea Sini

Il presidente Pani era uno che sapeva guardare avanti. Da dirigente prima, da commissario straordinario della società poi, era stato capace in più occasioni di trovare qualche stratagemma per mettere in ordine i conti della Torres. Siamo nel 1947. La Seconda guerra mondiale è finita da poco e Sassari (non solo la Sassari sportiva) sta faticosamente cercando di rimettersi in piedi. In realtà, come spesso accade, a patire erano state soprattutto le classi meno abbienti. 

La Torres aveva ripreso l'attività ripartendo dal campionato sardo nel febbraio 1945. Poi a novembre dello stesso anno era partito il campionato di Prima divisione Sardegna, vinto dal Cagliari, con la Torres al terzo posto. Il 1946-'47 è un'altra buona annata. La Torres è protagonista, insieme a squadroni come Quartu, Carbonia e Cagliari. L'entusiasmo dalle parti dell'Acquedotto sta tornando a crescere. I sassaresi amano la Torres e hanno fame di calcio.

Il presidente Sebastiano Pani, imprenditore nel settore turistico e in quello dei trasporti, lo sa bene e coglie la palla al balzo per organizzare una serie di amichevoli di prestigio. L'obiettivo è duplice: fare entrare in cassa qualche soldo, ma soprattutto rinnovare il collante che unisce Sassari e la Torres sin dal 1903. In quegli anni, non a caso, arrivarono in città anche la Lazio e la formazione austriaca del Wiener.

Il 5 giugno 1947, un mercoledì, per i cattolici è il giorno del Corpus Domini. Per Sassari, e per i torresini, è il giorno di Torres-Juventus. Gli ospiti vengono accolti dalla municipalità e dal vescovo, che impartisce la sua benedizione in una funzione pubblica in piazza d'Italia.

All'Acquedotto i bianconeri si presentano con la formazione tipo. Ci sono Foni, Muccinelli, Vycpaleck, Lipzier. Tra loro c'è anche un giovanotto biondo di cui i giornali nazionali parlano molto bene. Non ha neppure 19 anni e ha giocato una sola partita in serie A, il 2 marzo contro il Milan. Pochi giorni dopo l'amichevole di Sassari, alla seconda presenza in prima squadra, segnerà due gol a Marassi contro la Sampdoria. Nel calcio italiano lascerà il segno: si chiama Giampiero Boniperti.

"Quel giorno me lo ricordo molto bene. Boniperti l'ho marcato io". Luca Cuccuru oggi ha 86 anni. Sul terreno ancora sterrato dell'Acquedotto (l'erbetta arriverà nei primi Anni Sessanta) indossava la maglia rossoblù numero 2. "Fu una giornata indimenticabile per tutta Sassari, e in campo facemmo un figurone - dice oggi il presidente onorario dell'Associazione Memoria Storica Torresina -. Ci allenava un certo Ligiotti, anche se oggi gli almanacchi dicono che il tecnico era Gigetto Marongiu. Era come un padre per noi. Quella amichevole fu un'invenzione del commendator Pani, un presidente favoloso, il migliore che la Torres abbia mai avuto. Gli spalti erano strapieni. Alle spalle del terrapieno che faceva da gradinata, sul lato est, c'era un rigoglioso oliveto. Ricordo che quel giorno si vedevano dei veri propri alberi umani: i rami degli ulivi erano carichi di persone che non avevano trovato posto in tribuna o che non potevano pagare il biglietto". (nella foto, un momento della gara, con una parata del portiere torresino Sotgiu, controllato da Sciascia e Cuccuru)

IL TABELLINO

5 giugno 1947

TORRES-JUVENTUS 1-3

TORRES: Sotgiu, Cuccuru, Sciascia, Serradimigni, Aliprandi, Arca, Lobrano (Demartis), Fiori I, Zonza, Fiori II, Mastino.

JUVENTUS: Cavalli, Foni, Vicich, Grosso, Bosco, Causso, Muccinelli, Vycpaleck, Candiani, Boniperti, Lipzier.

ARBITRO: Maninchedda di Sassari.

RETI: 13' Fiori I, 24' Lipzier, 58' Vycpaleck, 69' Lipzier

 

Era la famosa tribuna alberata, che per oltre cinquant'anni ha ospitato "portoghesi" di tutte le età. Con ulivi sempre carichi di tifosi in occasione di partite importanti.

Il vero spettacolo però è sul terreno di gioco, dove la Torres non vuole sfigurare. Per l'occasione i dirigenti sassaresi ricorrono a tre giocatori presi in prestito. Per rinforzare la squadra arrivano Lobrano e soprattutto i fratelli Fiori, provenienti dal Quartu. "I Fiori erano le migliori mezze ali della Prima divisiona sarda - dice Luca Cuccuru -. Due ali sguscianti, imprendibili. Infatti il nostro gol lo segnò proprio uno di loro. Andammo in vantaggio noi e nessuno se l'aspettava. L'Acquedotto era in visibilio. Tutti i tifosi avevano il massimo rispetto per la Juve, molti erano simpatizzanti già da allora, ma nessun sassarese si sognava di tifare contro la Torres. Poi la Juve rimontò. A fare una figuraccia non ci stavano e giustamente vinsero loro 3-1. Quella giornata fu un evento. Stare a contatto con tanti campioni nel nostro stadio per me fu qualcosa di veramente bello, indimenticabile anche a distanza di sessant'anni".

A proposito: come si comportò Boniperti, la futura stella bianconera , marcata quel giorno dal mastino della Torres Luca Cuccuru? "Si vedeva che ci sapeva fare - dice Cuccuru -. Però mi sembra che riuscii a limitarlo e non fece gol. Ricordo male?". Ricorda benissimo, ovviamente.

Andrea Sini (http://amst1903.altervista.org)